domenica 30 giugno 2013

La Spagna è divisibile

L'avvertimento sottile ma pubblico di David Cameron al governo spagnolo sul referendum e la Catalogna ha avuto un rapido effetto. Poche ore dopo e attraverso il ministro degli Affari Esteri, il governo di Rajoy ha risposto al primo ministro britanico dicendo che la Spagna non era divisibile.

Càspita! Quale tesi singolare. 'La Spagna non è divisibile' è una frase strutturata grammaticalmente per apparire come un dato di fatto. Come 'il sole spunta a est' o 'la pioggia viene dalle nuvole'. Ma c’è una differenza di base. Queste ultime frasi sono fatti, cioè cose che accadono indipendentemente dalla nostra opinione. La frase di Margallo invece non lo è. E’ un’opinione, forse addirittura indulgente, ma è solo un’opinione che non resiste al benchè minimo analisi dei fatti.

Non parlo di un passato remoto. Sarebbe divertente invocare quell’articolo primo della Costituzione di Cadice che diceva che la Spagna era 'l’incontro degli spagnoli in ambedue emisferi', e guarda caso già allora era anche indivisibile. Allora Buenos Aires, Lima o l'Avana erano una parte indivisibile della Spagna, e adesso tutti possono osservare che questo non è più vero. Ma andare così indietro nel tempo a qualcuno potrà sembrare ingiusto. Pertanto, resteremo entro un periodo più ragionevole, se non altro per me: la mia vita.

Alla mia nascita, un luogo chiamato Bata era una parte indivisibile dalla Spagna e un luogo che si chiamava Villa Cisneros era una parte indivisibile dalla Spagna. Quando si presentano degli argomenti con la fermezza usata dal ministro Margallo ci si aspetterebbe la prudenza più elementare cercando di avere le spalle coperte per saper rispondere con un minimo di coerenza alle domande che arrivano di conseguenza. Ma lui va dritto per la sua strada, e pronuncia una frase come questa malgrado non poter ignorare che la Spagna attuale è più piccola della Spagna dove lui stesso nacque. Perchè, durante la sua vita come durante la mia, alcune parti di quello che allora era Spagna, province che mi avevano fatto studiare a scuola e che avevamo dipinte sulla mappa appesa al muro, hanno smesso di esserlo.

Di questo fatto, certamente, Margallo dovrebbe tenerne specialmente conto, perchè fu precisamente il suo mentore politico, Manuel Fraga, chi tentò prima di evitare l’indipendenza della Guinea spagnola, concedendole uno statuto di autonomia, e successivamente non ebbe altra scelta che trattare la secessione. Secessione che la Spagna non potè evitare, come non potè evitare che Sidi Ifni tornasse al Marocco o che il Sahara Occidentale fosse invaso.

E così il fatto incontrastato dalla realtà non è che la Spagna sia indivisibile ma, anzi, tutto il contrario: la Spagna è divisibile. Perchè è già successo, si è già divisa. Se la Spagna fosse, per qualche sorprendente essenza, una nazione indivisibile, questa indivisibilità sarebbe valida tanto in avanti quanto indietro e, pertanto, non si sarebbe mai divisa. Se un giorno, un solo giorno, il sole si fosse levato da ovest, in qualche momento della storia ed in qualche luogo, ciò annullerebbe la regola. E la levata del sole da est smetterebbe automaticamente di essere un fatto indiscutibile.

Ora come ora, però, l’alba del sole appartiene alla categoria dei fatti dimostrati ed inconfutabili. E la indivisibilità della Spagna appartiene soltanto alla categoria delle opinioni --sempre discutibili, come ben sapete.

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